Chernobyl dieci anni dopo

Il disastro che il 26 aprile 1986 colpì la centrale nucleare ucraina di Chernobyl ha segnato profondamente l’era dell’uso pacifico dell’energia nucleare con l’incidente più grave possibile per un impianto nucleare, un evento per evitare il quale in occidente è concepito l’intero progetto del reattore e della centrale.

Questo volume intende assolvere ad una funzione di divulgazione delle informazioni tecnico-scientifiche disponibili sulle cause e sulle conseguenze sanitarie ed ambientali del disastro che colpì la centrale ucraina. Per la sua realizzazione è stata raccolta, selezionata e consultata la letteratura scientifica prodotta dall’86 al 1996 dagli organismi tecnici e dalle agenzie nazionali e internazionali preposti alla gestione e allo studio degli eventi, per mandato statutario e per effetto degli accordi di cooperazione internazionale stabiliti dall’86 ad oggi, prima con il governo sovietico e poi con i governi nazionali delle Repubbliche di Ucraina e di Bielorussia e della Federazione Russa.

L’elaborazione della documentazione originale ha puntato prioritariamente all’ottenimento di una sintesi accessibile a quanti dispongano di un livello di scolarità medio. Gli aspetti più strettamente tecnici, pur indispensabili per una corretta interpretazione dei dati, sono stati perciò concentrati in pochi paragrafi specifici, con l’intento di rendere gli argomenti affrontati comprensibili anche a quanti non abbiano una cultura specifica nel campo dell’energia nucleare e della radioprotezione. Lo sforzo di divulgazione ha costretto talvolta a limitare l’approfondimento di alcune delle problematiche coinvolte, per le quali si rimanda alla letteratura originale citata nella bibliografia.

L’eruzione radioattiva che scaturì da Chernobyl ebbe gravi conseguenze sulla vita e sulla salute degli operatori della centrale, del personale impegnato nelle operazioni di soccorso e decontaminazione e della popolazione di vaste zone dell’Ucraina, della Bielorussia e della Federazione Russa. Conseguenze ancor più gravi furono evitate grazie all’eroico e disinteressato sacrificio di quanti intervennero nei giorni del disastro per riportare sotto controllo la situazione dell’impianto: vigili del fuoco, militari di leva, tecnici specializzati e semplici operai che seppero anteporre alla loro sicurezza personale quella della popolazione inerme, e che talvolta pagarono questo gesto con la vita.


Ugo Spezia
CHERNOBYL DIECI ANNI DOPO IL DISASTRO
Editrice MILO, 1996